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Comprendere la differenza tra immigrare ed emigrare: definizioni semplici ed esempi chiave

Quando si compila un modulo amministrativo o si legge un articolo di stampa, i termini « immigrato » ed « emigrato » emergono spesso…

Homme tenant une carte d'embarquement dans un terminal d'aéroport international, illustrant le concept d'émigration et de départ vers un nouveau pays
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Quando si compila un modulo amministrativo o si legge un articolo di stampa, i termini « immigrato » ed « emigrato » emergono spesso senza che si sappia quale utilizzare. Il problema non deriva da una mancanza di vocabolario: è una questione di punto di vista geografico. Comprendere la differenza tra immigrato ed emigrato significa chiedersi da quale paese si osserva il movimento di una persona.

Immigrato, straniero, discendente di immigrato: tre categorie che la stampa mescola

La maggior parte delle spiegazioni disponibili online si limita a opporre i prefissi « e- » (fuori da) e « im- » (dentro). Questo approccio linguistico è corretto, ma nasconde un problema più concreto: nel dibattito pubblico francese, si confondono regolarmente tre nozioni statistiche distinte.

Insee definisce un immigrato come una persona nata straniera all’estero e residente in Francia, anche se ha successivamente ottenuto la nazionalità francese. Uno straniero, invece, può benissimo essere nato in Francia e non aver mai attraversato una frontiera. Un discendente di immigrato, infine, è nato in Francia da almeno un genitore immigrato.

Queste distinzioni non sono sottigliezze da statistico. Quando un media titola sul « numero di immigrati in Francia » includendo stranieri nati sul territorio, produce un numero che non corrisponde a nessuna delle categorie ufficiali. Comprendere la differenza tra immigrato ed emigrato passa anche attraverso la comprensione di questi quadri statistici, altrimenti si confrontano dati incompatibili.

Giovane donna immigrata che trascina una valigia in una strada acciottolata europea, simboleggiando l'arrivo in un nuovo paese dopo una migrazione internazionale

Emigrare e immigrare: lo stesso viaggio visto da due rive

Si può riassumere il meccanismo in una frase: emigrare significa lasciare il proprio paese, immigrare significa entrare in un altro. La stessa persona è quindi simultaneamente emigrata (dal punto di vista del suo paese d’origine) e immigrata (dal punto di vista del paese ospitante).

I prefissi come punti di riferimento pratici

Il prefisso « e- » deriva dal latino « ex », che significa « fuori da ». Si emigra fuori da casa propria. Il prefisso « im- » deriva da « in », che significa « dentro ». Si immigra in un nuovo paese. Questo dettaglio etimologico è il modo più affidabile per non avere più esitazioni.

Esempi concreti per fissare la distinzione

  • Una persona lascia il Marocco per vivere in Francia: emigra dal Marocco e immigra in Francia. Vista dal Marocco, è un’emigrata. Vista dalla Francia, è un’immigrata.
  • Un francese parte per stabilirsi in Canada: emigra dalla Francia (è un emigrato francese) e immigra in Canada (è un immigrato secondo il diritto canadese).
  • Una famiglia italiana arrivata in Francia negli anni ’50 ha emigrato dall’Italia e immigrato in Francia. Se i suoi membri hanno acquisito la nazionalità francese, rimangono statisticamente immigrati secondo la definizione dell’Insee, perché sono nati stranieri all’estero.

Il frequente tranello consiste nel credere che un immigrato cessi di esserlo quando ottiene la nazionalità del paese ospitante. In diritto, sì. In statistica francese, no.

Espatriato o migrante: un vocabolario che non è neutro

Nell’uso comune, si nota un disallineamento nel trattamento. Un dirigente francese inviato a Londra è qualificato come « espatriato ». Un lavoratore senegalese arrivato a Marsiglia è qualificato come « migrante » o « immigrato ». Entrambi hanno però emigrato dal loro paese e immigrato in un altro.

La parola scelta riflette spesso un rapporto di potere più che una realtà giuridica. I termini « espatriato » e « immigrato » non figurano in categorie legali distinte. Il diritto francese conosce solo stranieri in situazione regolare o irregolare, e immigrati in senso statistico.

Questa asimmetria di vocabolario ha conseguenze concrete. Quando si parla di « espatriati francesi in Quebec », si sottintende una partenza volontaria, professionale, temporanea. Quando si parla di « immigrati » in un quartiere, la connotazione si sposta verso l’installazione duratura, la differenza culturale, a volte la precarietà. Entrambe le situazioni rientrano però nello stesso meccanismo migratorio.

Famiglia riunita attorno a un tavolo per preparare documenti di migrazione internazionale, illustrando le pratiche amministrative legate all'immigrazione e all'emigrazione

Come ricordare la distinzione tra immigrato ed emigrato nella vita quotidiana

Il metodo più semplice si basa sulla direzione dello sguardo. Ci si pone una sola domanda: da quale paese descrivo la situazione?

  • Se ci si colloca nel paese di partenza, la persona emigra. Si parla di emigrazione, emigrato, emigrante.
  • Se ci si colloca nel paese di arrivo, la persona immigra. Si parla di immigrazione, immigrato, immigrante.
  • Se si descrive il movimento stesso, senza schierarsi da una parte o dall’altra, si usa « migrare » o « migrazione », termine generico che rimane neutro.

Un altro punto di riferimento mnemonico si riassume in due lettere: « E » come « Exit », « I » come « In ». È schematico, ma funziona nella grande maggioranza dei casi.

Perché « migrante » ha preso il sopravvento nella stampa

Da diversi anni, il termine « migrante » si è imposto nei media francofoni. Ha il vantaggio di evitare la scelta tra immigrato ed emigrato, e di descrivere una persona in movimento senza fissarla in uno status. I pareri variano su questo punto: alcuni linguisti giudicano la parola più rispettosa, altri ritengono che cancelli la realtà amministrativa dell’installazione.

Qualunque sia il termine scelto, il meccanismo rimane identico. Una persona non cambia natura attraversando una frontiera: è il punto di vista dell’osservatore a determinare la parola utilizzata. Mantenere questo principio a mente è sufficiente per non confondere emigrare e immigrare, sia in un compito di francese, una conversazione o la lettura di un rapporto ufficiale.

Comprendere la differenza tra immigrare ed emigrare: definizioni semplici ed esempi chiave